Luoghi e non luoghi. Periferie dello spazio e della mente

La galleria scavata dal tarlo è luogo, è una serie di micro luoghi, creati dall’insetto, durante le varie fasi della sua esistenza. Fori, tunnel interrotti, nicchie ricavate a fatica e poi abbandonate per cercarne altre dove, forse, è possibile mutare: locus amoenus od horridus, appartiene all’individuo e viceversa. Non ho trovato luogo più luogo di quello costruito come una seconda pelle, angusto tanto da avvertire la pressione delle pareti sul corpo, dove la vita diviene. Inizio, fine di un ciclo. Così è il dipanarsi del pensiero.

Il non luogo, invece, è quello spazio di transito, privo di identità, che ci contiene, in modo anonimo, creando relazioni transitorie, per lo più rapide, tra le persone e gli spazi stessi. Ci si osserva senza un reale interesse, ci si studia, raramente si arriva al dialogo. Il non lieu è luogo di passaggio, lo viviamo ogni giorno senza averne, spesso, percezione. La stazione, il bus, il treno, il parcheggio sotterraneo sono non luoghi che usiamo, ma ci condizionano obbligandoci a circuiti prestabiliti, dove l’identificazione avviene all’ingresso, all’uscita, e domina una pluralità omologante. Infine c’è lo specchio che è non luogo in quanto ribaltamento del luogo stesso che si ri-specchia, è il luogo eterotopico di Focault in cui ci vediamo dove non siamo, in uno spazio irreale che si apre virtualmente dietro la superficie ma che, al contempo, è un posto assolutamente reale, connesso a tutto lo spazio che lo circonda, nel quale ha potuto entrare Alice… con quel che vi trovò.

Per la prima volta sono in esposizione le mie fotografie nell’interessante mostra Luoghi e non luoghi. Periferie dello spazio e della mente realizzata da Magica Torino in collaborazione con il Comune di Settimo To.se, la Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana di Settimo Torinese e la partecipazione della Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte e Città metropolitana di Torino. E’ una bella emozione… la mostra è visitabile sino al 9 giugno presso la Biblioteca Civica Multimediale Archimede di Settimo, Piazza Campidoglio 50 (aperta anche sabato e domenica). Se passate di lì, andate a visitarla: è esposta un’importante opera di Enrico Colombotto Rosso e molte opere di 25 artisti e miei compagni di viaggio e poi le mie fotografie vi parleranno un po’ di me, solo un po’.

Attimi

Cogliere attimi

Ci sono mani grandi che sanno arraffare tutto nella speranza che, nel mucchio, ci sia qualcosa di buono. Mani che si stringono sino a soffocare, schiacciare quello che hanno catturato pur di non lasciarselo scappare. Ho mani piccole e grandi abbastanza per cogliere attimi come farfalle e lasciarli posare e riposare, attimi che poi prendono il volo e se ne vanno, ma io resto lì, ad aspettare. Tempo, avrò abbastanza tempo?